Guida completa all’iva: come calcolarla e perché è importante conoscerla

Operatore CAF: cosa fa e quanto guadagna in Italia
22 luglio 2021
corso-gestire-stress-lavorativo-stare-meglio-a-lavoro_barra-titolo
Cos’è il visual merchandising? Come può aiutare le vendite?
3 agosto 2021

Guida completa all’iva: come calcolarla e perché è importante conoscerla

Che tu sia un libero professionista o un imprenditore ti sarà sicuramente capitato di imbatterti nel calcolo dell’Iva nella compilazione di fatture e ritenute d’acconto. I dubbi su cosa sia effettivamente questa imposta sono diversi, persino tra chi si occupa di contabilità quotidianamente. Iniziamo quindi fornendo la definizione di IVA, che è l’acronimo di Imposta sul valore aggiunto e indica un contributo applicato sulle cessioni di beni e servizi effettuate nel territorio italiano. Cosa significa con esattezza, quali sono le aliquote e perché bisogna pagarla? In questa breve guida cercheremo di rispondere a queste domande. 

Che cos’è l’IVA

L’iva è un’imposta sul valore aggiunto e rappresenta ad oggi la principale imposta indiretta in vigore in tutta l’Unione Europea. Per farvi un’idea della sua importanza basta pensare al fatto rappresenta una delle principali fonti di entrate tributarie per il bilancio statale. L’Iva rappresenta circa il 30% degli incassi tributari statali e il 60% di quelle delle imposte dirette. Si è calcolato che nel 2009 il gettito dell’Iva ha raggiunto i 102,33 miliardi di euro

L’Iva possiede alcune caratteristiche molto importanti che la differenziano e la rendono un imposta:

  • indiretta, ovvero non colpisce in modo diretto la capacità contributiva del contribuente ma solo la sua manifestazione, ovvero il consumo
  • neutra, in quanto colpisce il maggior valore che ciascuna fase del processo aggiunge al bene o servizio, senza tenere conto del numero di passaggi subiti dalla merce
  • proporzionale, poiché il suo ammontare dipende dal prezzo del prodotto e l’aliquota, sempre a prescindere dalle fasi di produzione e distribuzione
  • generale, ovvero colpisce tutti i contribuenti
  • sui consumi, poiché grava solo sul consumatore finale

A queste caratteristiche aggiungiamo anche tre presupposti su cui si fonda l’Iva:

  • soggettivo: si applica su esercizi di imprese e esercizi di arti e professioni
  • oggettivo: si applica solo su operazioni che costituiscono:
  1. cessione di beni 
  2. prestazione di servi 
  3. operazioni intracomunitari
  4. importazioni
  • territoriale: si applica solo sulle operazioni effettuate sul territorio italiano

Il calcolo dell’IVA

Calcolare l’iva può risultare complesso, ma in realtà si tratta di una formula molto facile. Il punto di partenza rimane l’aliquota applicata sul prezzo del bene o servizio. L’aliquota corrisponde quindi al valore percentuale, che può variare in base al tipo di prodotto che si acquista. Altro valore che bisogna conoscere è naturalmente l’imponibile, ovvero il prezzo del prodotto senza l’applicazione dell’Iva. La somma dell’imponibile e l’IVA ci fornirà il prezzo totale. 

Quindi, la formula completa per il calcolo dell’IVA, considerando un’aliquota del 22% sarà

IVA = imponibile x 22 : 100

Come visto, il calcolo dell’Iva è piuttosto semplice, ma vi sono aspetti e calcoli più complessi su cui bisogna destreggiarsi se si vuole a che fare con il mondo contabile, indispensabile per qualunque imprenditore o freelancer. Ne è un esempio lo scorporo dell’Iva, che permette di ottenere l’imponibile partendo dal prezzo ivato. Quindi, per potersi destreggiare con facilità tra regimi forfettari, fatture, reverse change e scissioni dei pagamenti abbiamo creato un corso sull’Iva online, adatto sia per i neofiti sia per chi vuole approfondire il tema e padroneggiarlo al meglio. 

Quali aliquote si pagano in Italia?

In tutto in Italia oggi sono presenti tre aliquote:

  • 4% (aliquota minima) per i beni di prima necessità
  • 10% (aliquota ridotta) per i servizi turistici, edili e alimentari
  • 22% (aliquota ordinaria) per tutti i restanti beni e servizi

Naturalmente non è sempre stato così. Ora che abbiamo ben chiaro il ruole che gioca l’Iva nell’economia italiana possiamo affrontare alcuni accenni storici che ci permetteranno di comprenderne meglio l’evoluzione.

Nel 1973 entra in vigore per la prima volta in Italia l’Iva con lo scopo di adeguare il sistema tributario italiano a quello di tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, sostituendo quindi la vecchia IGE l’imposta generale sull’entrata. Le aliquote di ogni paese rimasero invariate,non vennero quindi uniformate; all’epoca l’aliquota in italia era del 12%, molto lontana dall’attuale 22%. Infatti. nel 1977 venne aumentata per la prima volta portandola al 14%, nel 1980 invece aumentò al 15%. Di anno in anno vi furono graduali aumenti, nel 1988 arrivò al 19% e nel 1997 raggiunse il 21%. Nel 2012 venne promulgata la Legge di stabilità, la quale portò l’aliquota al 22% nel 2013.